In primavera i nidi di insetti possono infestare un cortile o un terrazzo. Vespe, processionarie o calabroni, che pericoli comportano e come regolarsi.
Il mondo degli insetti è ampio, bello e complesso. Dall’impollinazione alla tecnica predatoria, fino alla pulizia dei rifiuti, queste creature hanno parte attiva nella manutenzione degli ecosistemi. In quelli cittadini possono dare benefici e fastidi come ad esempio le vespe (che sono insetti della specie degli Imenotteri). Altri insetti dannosi più comuni nelle città italiane sono le blatte, le zanzare (inclusa la tigre), i calabroni, le cimici dei letti e cimici asiatiche, le tarme e i tarli oltre a parassiti delle piante come la processionaria del pino. Questi insetti rappresentano un rischio sanitario per l’uomo, un fastidio nelle abitazioni e un danno per la vegetazione urbana.
Vespe, ecco cosa fare
La loro gestione richiede monitoraggio costante, disinfestazione in pozzetti e aree pubbliche da parte dei Comuni, e buone pratiche domestiche (pulizia, eliminazione ristagni d’acqua e dei residui organici) per ridurre le infestazioni.
Negli ultimi anni in Italia si sono diffusi vari insetti provenienti da paesi extra Europei come la cocciniglia dei pini. La cocciniglia dei pini causa la formazione di melata che cadendo dalle chiome sporca a terra rendendo appiccicoso tutto quello che c’è sotto all’albero.
Il punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus), un coleottero piuttosto grosso di colore rosso ferruginoso, e il castnide delle palme (Paysandisia archon), un lepidottero, hanno distrutto molti esemplari con conseguente rischio di caduta delle piante e/o delle foglie con danni a cose e persone.
Gli olmi sono spesso attaccati dalla Galerucella (Galerucella luteola), non dannosa per l’uomo. Può capitare che una finestra sia accanto a un olmo molto attaccato e gli insetti possono entrare in casa recando fastidio e allora può essere utile installare una zanzariera.
LE COCCINELLE PREDATRICI E I PPO
Nei nostri terrazzi con l’arrivo della primavera troviamo gli afidi sui nostri fiori, un rimedio, senza ricorrere ad insetticidi, possono essere le coccinelle predatrici. Le coccinelle sono nel nostro immaginario un animale innocuo e addirittura portafortuna ma nel mondo degli insetti sono spietati killer in grado di cibarsi di decine di afidi al giorno. Si possono acquistare e vanno ovviamente usate subito trattandosi di un prodotto vivo.
Per combattere gli insetti nei nostri giardini o terrazzi, dovremmo usare prodotti PPO (Prodotti per Piante Ornamentali) reperibili in vivai, agrarie e supermercati. I PPO sono prodotti chimici o biologici, che per composizione e utilizzo, possono essere usati da chiunque, senza l’utilizzo di particolari autorizzazioni come il patentino fitosanitario. I PPO sono prodotti pronti all’uso, già diluiti, pronti ad essere utilizzati senza alcun tipo di preparazione. Ovviamente questi prodotti una volta acquistati sono da tenere lontano da bambini, possibilmente in armadietti chiusi.
LE VESPE IN CONDOMINIO
Questi Imenotteri della famiglia dei Vespidae vivono organizzati in società dentro nidi fabbricati con materiale simile al cartone fatto a base di frammenti ignei e di un collame secreto dall’insetto stesso. Questi nidi sono complessi di celle esagonali, noti come favi, scoperti e sospesi isolati su muri, rocce, rami, o in cavità di tronchi o anfratti edilizi. Le vespe possono causare dolore, gonfiore e reazioni allergiche, talvolta gravi (shock anafilattico), a causa delle punture, che differiscono da quelle delle api poiché la vespa non perde il pungiglione e può pungere ripetutamente. Rischi maggiori derivano da nidi in zone abitate e dal potenziale attacco di gruppo.
Del genere vespa è nota la Vespa crabro (calabrone). La protezione dal calabrone europeo (Vespa crabro) si basa principalmente sulla prevenzione, sull’evitare comportamenti che possano irritarli e, in caso di nidi, sull’intervento professionale. Nonostante la loro fama aggressiva, i calabroni europei pungono solitamente solo se si sentono minacciati o se il loro nido viene disturbato.
La Vespa orientalis o calabrone orientale è strettamente imparentato con il calabrone europeo (Vespa crabro), diffuso in tutta Italia. Lunga da 3 a 5 cm, è simile al calabrone europeo, dal quale si differenzia per la colorazione rossiccia del corpo e per l’unica, evidente banda gialla nella parte terminale dell’addome. Come il calabrone europeo, fa il nido all’interno di cavità naturali, come alberi e buchi nel terreno, o artificiali, come soffitte e intercapedini negli edifici. Si nutre di sostanza zuccherine che può trovare anche tra i rifiuti È una specie nativa, storicamente presente in Sicilia, Calabria e Campania. Negli ultimi anni, è stata segnalata la sua presenza anche nelle regioni del Centro del Nord d’Italia. A Roma negli ultimi anni è stata segnalata in molti rioni del centro storico. La pericolosità per l’uomo è simile a quella del calabrone europeо. È particolarmente aggressiva nei confronti delle api da miele e può quindi provocare danni ingenti alla produzione di miele e altri prodotti apicoli.
COME PROTEGGERSI
La precauzioni da tenere sono le stesse che si usano per evitare la puntura dei calabroni europei. Nel caso in cui si notasse la presenza di un nido posizionato in zone di passaggio o frequentate da persone, è opportuno richiedere l’intervento ai soggetti competenti (Vigili del Fuoco al numero 115, Protezione Civile, ditte specializzate). Il Comune di Roma dove dal 2022 vengono avvistate continuamente ha attivato un numero verde per le segnalazioni.
La puntura di Vespa orientalis può essere dolorosa e, in soggetti allergici, anche rischiosa. Evitare di rimuovere nidi da soli in quanto si possono ricevere punture multiple da parte degli insetti a seguito della tentata rimozione.
INFINE, UNA NOTA POSITIVA SUGLI “APIARI DEL BENESSERE”
Le api sono una grande risorsa per la natura e per l’uomo e stanno purtroppo scomparendo a causa dell’uso indiscriminato di pesticidi e altri prodotti chimici. Il loro ruolo nelle impollinature è essenziale per la nostra agricoltura, ma non solo. Oltre che apprezzare il miele e gli altri prodotti dell’alveare, ascoltare e respirare il microclima dell’alveare è un’esperienza di benessere che si sta diffondendo in Italia anche grazie al lavoro dell’Associazione Italiana Apiterapia. In rete si trovano numerosi siti web che offrono registrazioni del ronzio delle api, alcuni della durata di ben nove ore perché pensati appositamente per accompagnare il sonno.
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