La badante condominiale è un fenomeno ancora poco conosciuto ma in costante crescita. Qui spieghiamo le sue mansioni e come si procede concretamente all’assunzione in condominio
Il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento di persone che vivono sole e le difficoltà organizzative delle famiglie stanno generando nuovi bisogni all’interno dei condomìni. Da qui nasce un nuovo fenomeno, sempre più diffuso nei nostri condomini: la badante condominiale, una figura che opera negli spazi comuni o presso più unità immobiliari all’interno dello stesso stabile, garantendo un servizio condiviso e adattato alle esigenze del condominio. Se ne è tornato a parlare dopo la proposta al Comune di Roma di istituire questa figura professionale nelle case popolari della Capitale, a titolo gratuito per gli anziani residenti. Si tratta di una figura che già esiste da diversi anni e che di norma viene assunta dal condominio. In questo articolo cerchiamo di spiegare nel dettaglio l’argomento e di rispondere alla domanda che molti lettori di CondominioNotizie.it ci hanno posto: “Come funziona la badante condominiale? Chi la paga? Che cosa può fare e perché questa soluzione è così conveniente?”
Badante Condominiale: tutto quello che c’è da sapere
Molti residenti – anziani, genitori con bambini piccoli, persone con ridotta mobilità – necessitano di assistenza leggera, supporto quotidiano, compagnia, aiuto domestico non invasivo. Tuttavia, non sempre è necessario assumere una badante dedicata, né tutti possono sostenerne i costi. Per comprendere correttamente questa figura, è necessario distinguere ciò che si può fare subito da ciò che richiede una organizzazione strutturata.
Le azioni immediate che ognuno di noi può effettuare subito consistono:
- Proporre il tema in assemblea o all’amministratore;
- Raccogliere esigenze dei condomini (anziani soli, famiglie, persone non autosufficienti);
- Valutare il tipo di servizi utili: piccole commissioni, sorveglianza leggera, compagnia, aiuto nella mobilità, controllo giornaliero.
Le azioni che richiedono procedure formali, invece, consistono:
- Delibera assembleare per l’istituzione del servizio;
- Definizione del contratto (dipendente del condominio o servizio esternalizzato);
- Regolamentazione di orari, responsabilità e prestazioni consentite;
- Ripartizione dei costi tra i condomini.
- Adeguamenti assicurativi e verifiche normative.
Questa distinzione permette ai lettori di capire subito cosa possono iniziare a organizzare e cosa richiede, invece, una struttura amministrativa chiara.
Attualmente, non esiste ancora una normativa nazionale specifica sulla “badante condominiale”, ma il fenomeno si inserisce in un quadro di leggi già esistenti e consolidate.
Codice Civile – Spese condominiali (artt. 1123–1130 c.c.)
La badante condominiale rientra tra i “servizi comuni” attivabili dall’assemblea. La delibera può essere assunta con la maggioranza dell’art. 1136 comma 2 (maggioranza degli intervenuti + 500/1000).
CCNL LAVORO DOMESTICO (PER ASSUNZIONE DIRETTA)
Se la badante è assunta dal condominio, il rapporto segue il CCNL domestico, rinnovato il 28 ottobre 2025, con responsabilità in capo al condominio come datore di lavoro.
CODICE DEL TERZO SETTORE E CONTRATTI DI ASSISTENZA ESTERNALIZZATA
Se il condominio stipula un contratto con una cooperativa sociale o un’impresa di servizi, la figura non è formalmente dipendente del condominio e a nostro parere è la più semplice per la gestione pratica, anche se sicuramente un po’ più costosa.
ASSICURAZIONE RCT/RCO DEL CONDOMINIO
L’assicurazione deve coprire rischi derivanti da attività di assistenza nei locali condominiali.
GIURISPRUDENZA SULLA RESPONSABILITÀ DEL CONDOMINIO (ART. 2051 C.C.)
La Corte di Cassazione ha più volte affermato che il condominio risponde dei danni derivanti da attività svolte nelle parti comuni. Il quadro, sopra riportato, lega insieme elementi normativi, tecnici e assicurativi che rendono la figura perfettamente legittima e operativa, pur in assenza di una legge specifica. Per aiutare i condomini nella scelta, confrontiamo i due principali modelli: badante personale e badante condominiale.
Badante personale: costo elevato, presenza continuativa non sempre necessaria, maggiore responsabilità del datore di lavoro. Adatta solo quando serve assistenza diretta e prolungata.
Badante condominiale: costo ripartito tra tutti o tra un gruppo di condomini interessati, assistenza leggera a più persone, riduzione di solitudine e rischi per anziani fragili, maggior controllo e sicurezza negli spazi comuni. Soluzione ideale per condomini con molti residenti anziani o famiglie che lavorano.
Modello intermedio e personalizzato potrebbe essere la soluzione migliore: servizio di base comune + ore aggiuntive a pagamento per chi ne ha più bisogno. Flessibilità elevata e ottimizzazione dei costi.
Questo confronto aiuta i lettori a individuare la soluzione più adatta alle caratteristiche del proprio stabile.
VEDIAMO ADESSO QUAL È LA CORRETTA PROCEDURA OPERATIVA PER INTRODURRE UNA BADANTE CONDOMINIALE
- Raccolta delle esigenze dei diversi condomini attraverso una mappatura degli abitanti anziani, single, fragili, famiglie.
- Proposta all’amministratore di inserimento all’ordine del giorno di una prossima assemblea della possibilità di instaurare il servizio di una badante condominiale;
- Valutazione delle modalità di contratto, assunzione diretta del condominio (dipendente). Oppure appalto del servizio a cooperativa o agenzia (soluzione più semplice e consigliata).
- Delibera assembleare. Maggioranza art. 1136 comma 2.
- Definizione dei costi e criteri di riparto. Spesa generale per tutti o servizio a gruppi di interesse (art. 1123 c.c.).
- Copertura assicurativa. Adeguamento polizza RCT/RCO.
- Regolamento d’uso del servizio. Fasce orarie, compiti, divieti, modalità di richiesta interventi.
- Monitoraggio periodico. Resoconto all’assemblea e valutazione annuale.
COSA FA CONCRETAMENTE UNA BADANTE CONDOMINIALE?
Le attività devono essere “leggere” e non sanitarie. Le più frequenti sono il controllo giornaliero delle persone fragili, l’accompagnamento nel portone, cortile o ascensore, l’aiuto nelle piccole commissioni (ritiro spesa, farmaci), il supporto per mobilità ridotta, la compagnia per brevi momenti della giornata, la segnalazione all’amministratore di situazioni critiche.
Non può svolgere le mansioni infermieristiche, le attività sanitarie, gli interventi invasivi nell’ambito familiare senza accordi specifici.
ESEMPI PRATICI DI SUCCESSO
Caso 1 – Condominio di Milano con alta presenza di anziani
Un condominio di 96 unità ha stipulato un contratto con una cooperativa sociale.
Risultati: riduzione degli interventi di emergenza per anziani soli, maggiore sorveglianza degli spazi comuni, miglioramento percepito della qualità di vita.
Caso 2 – Condominio “misto” a Torino
In uno stabile con molte famiglie lavoratrici, la badante condominiale accompagna i bambini nel cortile nelle ore 16-18 e controlla gli anziani del piano terra. Risultati: maggiore sicurezza, riduzione dei conflitti tra vicini, servizio percepito come “valore sociale”.
COSA EVITARE
Ci sono stati segnalati casi in cuiun condominio ha assunto direttamente la figura senza aggiornare la polizza condominiale. Si è verificato un infortunio che ha generato responsabilità diretta del condominio. Ricordarsi che l’assicurazione sempre obbligatoria.
Invece, in un altro condominio la badante veniva chiamata da alcuni residenti per mansioni personali non previste. Questo ha portato ad una confusione sui compiti, con conseguenti lamentele e conflittualità. Pertanto è fondamentale l’aggiornamento del regolamento interno e la delimitatione delle attività.
La badante condominiale rappresenta una delle innovazioni sociali più interessanti e utili per i condomìni italiani. Non è soltanto una risposta alle esigenze degli anziani, ma anche un servizio che migliora la qualità della vita, riduce la solitudine, aumenta la sicurezza e rafforza il senso di comunità.
Quando regolamentata con metodo – tramite delibera, contratto chiaro e adeguata assicurazione – diventa uno strumento prezioso e conveniente, molto meno costoso rispetto all’assunzione privata e più efficace di servizi frammentati. È un modello destinato a crescere e che, con buona probabilità, diventerà uno standard nei condomìni del futuro.

di Battista Praino Amministratore
direzionerivista@condominiozeroproblemi.it










