Storia di un incendio a Milano con centiaia di migliaia di euro di danni all’edificio. Cosa copre l’assicurazione e cosa deve fare l’amministratore?
Da un piccolo incidente domestico può nascere una catena di danni che coinvolge l’intero edificio. Il caso di un incendio in un condominio milanese mostra quanto sia determinante la qualità della polizza globale fabbricati.
QUANDO UN GESTO QUOTIDIANO CHE DIVENTA EMERGENZA
Era un mercoledì sera a Milano, in un palazzo elegante di una via centrale. Uno di quei condomìni con il portone pesante, le scale in marmo e gli ascensori che raccontano decenni di vita condominiale.
All’ultimo piano una signora stava preparando la cena. Accende il fuoco sotto un pentolino per scaldare l’olio per cucinare qualcosa di semplice. Poi si siede in poltrona per controllare alcune bollette arrivate quel pomeriggio. Nel silenzio dell’appartamento la signora si addormenta, l’olio continua a scaldarsi e infine prende fuoco. Da quel momento tutto accade rapidamente: le fiamme dalla cucina si propagano al soggiorno e poi all’intero appartamento. Quando la signora si sveglia l’incendio era già diventato serio.
La signora è riuscita a uscire dall’abitazione e a mettersi in salvo nel vano scale ma il palazzo, quella notte, non ha più dormito. All’arrivo dei Vigili del Fuoco, l’incendio aveva già compromesso gran parte dell’appartamento. Per spegnerlo ci sono volute ore di lavoro e grandi quantità ingenti di acqua. Quando le fiamme sono state domate, i pompieri hanno continuato a bagnare muri e strutture per evitare nuove accensioni.
L’acqua è scesa così dal piano attico al piano sottostante, poi a quello ancora sotto, fino al piano terra. Il risultato è una lunga sequenza di danni soffitti impregnati d’acqua, controsoffitti crollati, pareti completamente bagnate, parquet sollevati, impianti elettrici compromessi, arredi distrutti. Nel frattempo, il fumo usciva dalle finestre annerendo la facciata del palazzo fino al tetto.
Il vano scale si è riempito di odore di bruciato e fuliggine mentre i Vigili del Fuoco salivano e scendevano trascinando manichette e attrezzature. Anche le parti comuni hanno pagato il prezzo dell’intervento.
IL DANNO PIÙ INSIDIOSO: L’ASCENSORE FUORI USO
Il problema più grave è arrivato silenziosamente. L’acqua ha raggiunto la fossa dell’ascensore, dove sono collocati componenti e motori elettrici. Quando questi impianti restano immersi, nella maggior parte dei casi non si riparano ma si sostituiscono. L’ascensore si blocca rimanendo fermo.
Il giorno successivo, dopo i sopralluoghi tecnici dei Vigili del Fuoco, arriva la decisione inevitabile: il fabbricato è temporaneamente non agibile. Diverse famiglie costrette lasciare le proprie abitazioni e cercare sistemazioni provvisorie, spesso in albergo. In molti casi, come accaduto anche in questo edificio, alcuni appartamenti erano locati. Quando un immobile diventa temporaneamente inutilizzabile, gli inquilini sospendono il pagamento del canone.
I proprietari si trovano quindi in una situazione critica, mutui da continuare a pagare, nessun reddito da locazione e tempi incerti di ripristino dell’abitabilità.
LA POLIZZA DI ASSICURAZIONE E L’INCENDIO
L’incendio non provoca solo i danni diretti delle fiamme. Produce una catena di conseguenze che una polizza ben costruita deve essere in grado di coprire. Nel caso del palazzo milanese, la polizza globale fabbricati è intervenuta per:
1. Danni diretti da incendio, distruzione di parti dell’appartamento, danneggiamenti strutturali, danni da fumo e fuliggine alla facciata e alle parti comuni;
2. Danni indiretti causati dall’acqua di spegnimento, infiltrazioni negli appartamenti sottostanti, pavimenti e controsoffitti danneggiati, impianti elettrici compromessi;
3. Danni agli impianti comuni. L’ascensore, essendo parte integrante del fabbricato assicurato, è stato ricompreso nel sinistro quando si è accertato che i motori erano stati danneggiati dall’allagamento della fossa.
4. Spese di demolizione e sgombero. Dopo un incendio non basta ricostruire. Occorre rimuovere materiali bruciati, smaltire macerie e detriti, bonificare locali e impianti. Si tratta di costi spesso molto elevati;
5. Spese di alloggio temporaneo. Alcune polizze prevedono anche il rimborso delle spese di soggiorno temporaneo per i condòmini costretti a lasciare l’abitazione. Quando presente, questa garanzia può ridurre notevolmente l’impatto economico dell’emergenza.
E I DANNI DENTRO GLI APPARTAMENTI?
Qui la situazione cambia. La polizza globale fabbricati generalmente copre la struttura dell’edificio e gli impianti comuni, ma non i beni personali presenti negli appartamenti.
Arredi, elettrodomestici e oggetti personali rientrano normalmente nelle polizze casa dei singoli condomini. In alcuni casi può intervenire anche la responsabilità civile se viene accertata una responsabilità specifica.
Un esempio pratico
Immaginiamo un caso simile. Un incendio parte da un appartamento al quinto piano e provoca: 150.000 euro di danni strutturali all’appartamento interessato, 70.000 euro di danni negli appartamenti sottostanti per infiltrazioni, 80.000 euro per la sostituzione dell’ascensore e 40.000 euro per demolizione e smaltimento materiali. Il danno complessivo supera 340.000 euro.
Senza una polizza adeguata, gran parte di questi costi ricadrebbe sul condominio e quindi sui singoli proprietari.
IL RUOLO DELL’AMMINISTRATORE NELLA SCELTA DELLA POLIZZA
Ogni incendio dimostra una verità che chi lavora con i sinistri conosce bene. Il sinistro non distrugge solo un appartamento, ma mette alla prova l’intero sistema condominiale. La qualità della polizza, la consulenza assicurativa, le scelte fatte dall’amministratore e dall’assemblea.
Una polizza globale fabbricati non dovrebbe essere scelta solo in base al prezzo. Le variabili decisive sono i massimali adeguati, l’estensione delle garanzie, la copertura dei danni indiretti, le spese accessorie e le responsabilità civile verso terzi.
Quando il fuoco si spegne e l’acqua smette di scendere, resta una domanda inevitabile: la polizza era davvero costruita per proteggere quel fabbricato? Oppure era stata scelta solo perché costava meno?
In quella notte milanese, iniziata con un pentolino dimenticato sul fuoco e finita con un palazzo evacuato, il condominio ha scoperto quanto questa domanda possa diventare improvvisamente concreta.
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