I rumori… Nel contesto della vita condominiale, uno degli aspetti meno visibili ma tra i più percepiti e fonte di problemi sono i rumori prodotto dagli impianti comuni. Sebbene siano essenziali per il comfort ed il funzionamento dell’edificio – come ascensori, caldaie centralizzate, autoclavi e cancelli automatici – questi impianti possono diventare fonte di disagio acustico per i residenti se non correttamente progettati, installati o mantenuti.
Le problematiche legate alla rumorosità non riguardano solo la qualità della vita, ma hanno anche risvolti legali, tecnici e urbanistici. La normativa italiana prevede infatti limiti ben precisi per il rumore generato dagli impianti tecnici degli edifici, ed il mancato rispetto può comportare obblighi di intervento o contenziosi tra condomini. Il rumore, in generale, si trasmette in questi modi:
- per via aerea: la propagazione del suono avviene attraverso l’aria, da una sorgente sonora a un ricevente, attraversando elementi divisori come pareti, solai, finestre o porte. Questo tipo di trasmissione può avvenire sia direttamente attraverso aperture o fessure, sia indirettamente attraverso la vibrazione degli elementi costruttivi che, a loro volta, fanno vibrare l’aria nel locale ricevente;
- per via strutturale: detta anche trasmissione laterale, in base alla quale il suono si propaga attraverso le strutture di un edificio, come muri, solai e soffitti, invece che attraverso l’aria. Questo tipo di trasmissione può far sì che il rumore percepito in un ambiente provenga da sorgenti sonore distanti o anche da piani diversi, rendendo difficile l’isolamento acustico. Il rumore, generato da una sorgente (ad esempio, passi, musica, macchinari), colpisce una struttura e la fa vibrare. Queste vibrazioni si propagano attraverso la struttura dell’edificio, come se fossero onde che si muovono lungo i materiali. La vibrazione raggiunge altre parti dell’edificio, dove viene riemessa come suono, causando rumore nell’ambiente ricevente. Questo processo può coinvolgere più elementi strutturali (pareti, solai, soffitti) e può portare il rumore a diffondersi in modo significativo, anche in ambienti distanti dalla sorgente.
I RUMORI IN CONDOMINIO, CAUSE E REGOLE
Nella fattispecie del condominio,è bene riportare qui di seguito la modalità di trasmissione del rumore negli impianti condominiali
| Tipo di trasmissione | Descrizione | Esempi tipici di impianti coinvolti |
| Trasmissione solida (strutturale) | Il rumore si propaga attraverso strutture rigide (muri, solai, tubazioni, travi). | – Ascensore (vibrazioni guide, macchinari) – Autoclavi e pompe – Tubi scarico acque – Condizionatori fissati a parete |
| Trasmissione per vie fono-passanti | Il rumore passa attraverso cavedi, intercapedini, tubazioni non isolate. | – Scarichi verticali – Canalizzazioni di VMC – Cavidotti tecnici – Vani tecnici non isolati |
| Trasmissione per risonanza strutturale | Oscillazioni meccaniche inducono la vibrazione di superfici (pareti, solai). | – Inverter e motori – Tubi di impianti non disaccoppiati – Elettrovalvole o gruppi idraulici |
| Accoppiamento vibro-acustico | Vibrazioni trasmesse a superfici che poi si comportano come “altoparlanti”. | – Tubi rigidi fissati male – Alloggiamenti caldaie / split – Coperture metalliche |
A questo schema vanno aggiunte per completezza alcune note:
I rumori a bassa frequenza (es. pompe, motori) si propagano più facilmente attraverso le strutture;
I rumori a media e alta frequenza (es. sibili da ventilazione) tendono a diffondersi per via aerea e sono più attenuabili con barriere o fonoassorbenti;
I colpi d’ariete e i rumori impulsivi sono spesso sottovalutati ma molto disturbanti.
In condominio le fonti di rumore possono essere molteplici. Questo che segue è un elenco degli impianti tecnologici condominiali che possono produrre disagio, con indicazione della provenienza e della tipologia del disturbo che si possono generare:
Impianto ascensore
Rumore da cabina, macchinario, guide, porte
Vibrazioni strutturali e rumore impulsivo
Impianto di ventilazione forzata e VMC (ventilazione meccanica controllata)
Rumore da ventilatori, canalizzazioni, diffusori
Frequenze medio-alte (sibili, turbolenze)
Impianto idrico (alimentazione acqua fredda e calda)
Rumore da flusso idrico, pompe, pressurizzazione
Colpi d’ariete, rumore continuo o impulsivo
Impianto di scarico delle acque reflue
Rumore impulsivo e strutturale (scorrimento, turbolenze)
Frequenze tipiche da 125 a 500 Hz
Impianto di condizionamento (split, multisplit, VRF, chiller)
Rumore da compressori, ventilatori, scambiatori
Vibrazioni trasmesse a pareti e strutture
Impianto di climatizzazione centralizzato (es. canalizzato o a pavimento)
Rumore da ventilconvettori, valvole, centraline
Rete canalizzata mal isolata
Impianto di riscaldamento (centralizzato o autonomo)
Rumore da caldaie, bruciatori, pompe di circolazione
Gorgoglii, espansione termica tubazioni
Impianto di trattamento acqua (addolcitori, autoclave)
Vibrazioni da pompe e componenti meccanici
Presenza di cicli rumorosi notturni
Impianto fotovoltaico/inverter
Rumore da raffreddamento forzato, ronzio elettronico
In genere marginale ma udibile in ambienti silenziosi
Cancelli automatici e serrande
Motori e meccanismi di chiusura/apertura.
Spesso trascurati ma udibili da appartamenti vicini.
LE NORME CHE TUTELANO IL RUMORE
Quando parliamo di rumori in condominio l’ambito nel quale ci si muove segue una precisa normativa di riferimento, costituita fondamentalmente dal DPCM 5 dicembre 1997, che stabilisce i requisiti acustici passivi degli edifici. In particolare, pone dei limiti, di normale accettabilità, alla rumorosità degli impianti a funzionamento continuo e discontinuo, misurati all’interno degli ambienti abitativi. La normativa pone dei limiti, come ad esempio per gli impianti a funzionamento continuo (es. autoclavi, riscaldamento con sogli fra ≤ 40 dB(A) di giorno – ≤ 30 dB(A) di notte); e gli impianti a funzionamento discontinuo (es. ascensori, con soglie di rumore fra ≤ 35 dB(A) di giorno – ≤ 25 dB(A) di notte).
Altri riferimenti normativi utili da conoscere sono:
UNI EN ISO 10052 – Misurazione in opera del rumore da impianti
UNI 8199 – Verifica del rumore in ambienti abitati;
Inoltre l’art. 844 del codice civile, che affronta, invece, la questione della normale tollerabilità, disciplinando che le immissioni, ovvero rumori, fumo, calore e simili che provengono da un fondo vicino non devono superare tale limite, tenuto conto della condizione dei luoghi;
L’articolo 659 del codice penale, infine, punisce il disturbo della quiete pubblica, causato da schiamazzi, rumori o altri mezzi che disturbano l’occupazione o il riposo delle persone, o spettacoli pubblici.
Partendo dal problema legato al tipo di impianto si riportano le cause frequenti che lo determinano e le soluzioni da adottare per la sua eliminazione:
| Problema | Causa comune | Soluzione |
| Vibrazioni strutturali | Mancanza di supporti antivibranti | Installazione di basette antivibranti e disaccoppiamento |
| Rumori trasmessi via aerea | Mancanza di isolamento acustico | Pannelli fonoassorbenti, silenziatori su canalizzazioni |
| Colpi d’ariete nelle tubazioni | Interruzione brusca del flusso idrico | Valvole di ritegno, regolatori di flusso |
| Pompa autoclave rumorosa | Installata vicino ad ambienti abitati | Rilocalizzazione o insonorizzazione del locale tecnico |
Per una corretta progettazione e gestione di detti impianti si propongono alcune considerazioni tecniche utili
- Predisporre locali tecnici isolati acusticamente.
- Usare materiali antivibranti e staffaggi corretti.
- Prevedere manutenzione regolare per evitare usura rumorosa.
- In caso di controversie, è possibile effettuare misurazioni fonometriche secondo le norme tecniche.
Infine, prima di passare ad analizzare, uno per uno, tuti gli impianti indicati, si riporta una Tabella di sintesi relativa alla loro Rumorosità
| n° | Impianto | Tipo di rumore | Frequenze dominanti (Hz) | Emissione sonora |
| 1 | Ascensore | Vibrazioni meccaniche, colpi, frizione | 100–500 | Impulsiva + continua |
| 2 | Ventilazione / VMC | Soffio, turbolenze, vibrazioni ventilatore | 250–2000 | Continua (aeraulica) |
| 3 | Idrico (alimentazione) | Colpi d’ariete, flusso irregolare, pompe | 63–500 | Impulsiva + continua |
| 4 | Scarico acque reflue | Caduta verticale, scroscio, vibrazioni tubi | 125–500 | Impulsiva e risonante |
| 5 | Condizionamento (split, VRF, ecc.) | Compressore, ventole, risonanze su pareti | 125–1000 | Continua (meccanica) |
| 6 | Climatizzazione canalizzata / a pavimento | Gorgoglii, ventole, valvole | 250–1000 | Continua + transitoria |
| 7 | Riscaldamento (pompe, caldaia) | Vibrazione pompe, espansione tubi | 125–500 | Ciclica e meccanica |
| 8 | Autoclave / Addolcitore | Vibrazioni cicliche, spurgo, colpi | 63–500 | Ciclica + impulsiva |
| 9 | Fotovoltaico / inverter | Ronzio, ventole (udibili in ambienti quieti) | 1000–4000 | Continua (elettronica) |
| 10 | Cancelli automatici | Avvio motore, slittamento cremagliera, stop | 100–500 | Impulsiva + meccanica |
| 11 | Serrande motorizzate | Vibrazioni motoriduttore, contatti metallici | 100–800 | Breve e impulsiva |
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di Antonio Restaino, architetto, tecnico competente in acustica
erasas2022@gmail.com










