Il Governo inglese ha introdotto la più importante riforma degli affitti degli ultimi decenni inserendo tra le altre cose norme leggermente più stringenti per gli sfratti
Dal 1° maggio 2026 il mercato degli affitti in Inghilterra è entrato in una nuova fase. Con l’entrata in vigore del Renters’ Rights Act, una delle più importanti riforme della normativa sugli affitti degli ultimi decenni, il Governo ha introdotto nuove regole destinate a modificare il rapporto tra proprietari e inquilini, con l’obiettivo di aumentare la stabilità abitativa, rafforzare le tutele degli affittuari e rendere il settore più trasparente. La riforma interessa milioni di proprietari e inquilini e ha un impatto particolare nelle grandi città come Londra, dove la domanda di alloggi continua a essere elevata e il mercato degli affitti rimane estremamente competitivo.
L’aspetto più noto della riforma è l’abolizione della Section 21 dell’Housing Act 1988, la procedura che consentiva ai proprietari di riottenere il possesso dell’immobile senza dover fornire una motivazione specifica. Per questo motivo era comunemente conosciuta come “no-fault eviction”, ovvero sfratto senza colpa dell’inquilino. Con il Renters’ Rights Act la Section 21 viene eliminata. I proprietari continuano ad avere il diritto di rientrare in possesso dei propri immobili, ma devono dimostrare una motivazione legittima prevista dalla legge.
Il principale strumento diventa quindi la Section 8, già presente nella normativa inglese ma oggi centrale nel sistema. Tra i motivi che consentono di richiedere il rilascio dell’immobile rientrano la vendita della proprietà, il trasferimento del proprietario nell’abitazione, il mancato pagamento del canone, comportamenti antisociali o altre violazioni rilevanti del contratto di locazione.
Il cambiamento non elimina le tutele dei proprietari, ma introduce un sistema più strutturato nel quale documentazione, procedure e corretta gestione del rapporto locativo assumono un’importanza ancora maggiore. Le nuove norme modificano anche il sistema contrattuale. I tenancy agreements a termine lasciano spazio a contratti periodici senza una scadenza prefissata. Gli inquilini possono lasciare l’immobile con un preavviso di due mesi, mentre i proprietari devono fare affidamento sulle motivazioni previste dalla legge per ottenere il rilascio dell’abitazione.
Sono inoltre in vigore nuove regole sugli aumenti dei canoni. Gli affitti possono essere aumentati una sola volta all’anno e gli inquilini dispongono di maggiori strumenti per contestare incrementi ritenuti eccessivi rispetto ai valori di mercato.
NIENTE PIÙ OFFERTE AL RIALZO PER OTTENERE LA CASA
Viene inoltre vietata la pratica delle cosiddette bidding wars, fenomeno particolarmente diffuso nel mercato degli affitti a Londra negli ultimi anni. Gli immobili devono essere commercializzati a un canone chiaramente definito e i potenziali inquilini non possono competere offrendo importi superiori rispetto al prezzo pubblicizzato.
Tra le altre novità figurano maggiori tutele per chi possiede animali domestici, il divieto di discriminazione nei confronti di persone che percepiscono housing benefits o Universal Credit, l’introduzione di un registro nazionale dei proprietari e la creazione di un Landlord Ombudsman per favorire la risoluzione delle controversie senza ricorrere necessariamente ai tribunali.
Naturalmente il Renters’ Rights Act sta generando opinioni contrastanti. Alcuni proprietari ritengono che la riforma riduca la flessibilità nella gestione degli immobili, mentre altri la considerano un passaggio inevitabile verso un mercato più maturo e professionale.
La realtà è che il mercato immobiliare inglese è interessato da anni da una crescente regolamentazione. Sicurezza, efficienza energetica, compliance normativa e tutela degli occupanti rappresentano ormai aspetti centrali della gestione immobiliare. Il Renters’ Rights Act si inserisce all’interno di questa evoluzione.
Più che modificare l’attrattività degli investimenti a Londra, la riforma aumenta l’importanza della gestione professionale degli immobili. Con procedure più articolate e responsabilità più ampie per i proprietari, diventa fondamentale conoscere la normativa, mantenere una documentazione corretta e gestire il rapporto con gli inquilini in modo efficace e conforme alle regole.
In una città come Londra, dove la domanda abitativa continua a superare l’offerta disponibile, gli immobili ben gestiti continuano a rappresentare un’opportunità interessante per gli investitori di lungo periodo. La differenza non è più soltanto nel possesso dell’immobile, ma sempre più nella qualità della sua gestione.
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