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Home Ambiente

Nuovi APE: costi, software e parametri di riferimento. Il parere degli ingegneri

Giugno 9, 2026
in Ambiente
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ape
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Il vicepresidente del Consiglio degli Ingegneri spiega cosa cambia nei nuovi APE e come farli: il tecnico deve fare il sopralluogo, scorretto fare calcoli a distanza per abbassare i prezzi

Dal 3 giugno sono cambiate le regole per ottenere gli attestati di prestazione energetica, gli APE. Il decreto Requisiti Minimi del 2015 è stato aggiornato in attesa che entri in vigore la direttiva Case Green su cui l’Italia è in profondo ritardo. Ma cosa comportano queste modifiche concretamente per i proprietari di casa? L’APE è spesso visto come un fastidioso adempimento burocratico obbligatorio per vendere o affittare casa, in realtà è un documento che dovrebbe contenere indicazioni su come migliorare l’efficienza energetica in modo da rivalutare il proprio immobile. Di certo le nuove regole imporranno più lavoro dei tecnici e quindi probabilmente anche costi più alti per i certificati. Per capire cosa cambia abbiamo parlato con Remo Giulio Vaudano, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli ingegneri con delega agli impianti e componente del CTI, il Comitato Termotecnico Italiano.

Ingegner Vaudano cosa è cambiato dal 3 giugno 2026?

In Italia noi abbiamo dal 1976 delle norme di riferimento che indicano i criteri generali di risparmio energetico, ovvero quanto al massimo possono consumare gli edifici per l’energia termica. Le novità in vigore da giugno fanno riferimento al decreto Requisiti Minimi che è stato aggiornato e che esiste dal 2015. Il decreto fissa dei limiti entro i quali bisogna fare i calcoli energetici per i nuovi edifici o, nei casi di ristrutturazione degli edifici esistenti, per vedere di rientrare in quei parametri. Questo meccanismo si basa su il cosiddetto edificio di riferimento che è appunto stato aggiornato dal decreto.

Per quanto riguarda l’APE devo dire che il decreto è quasi migliorativo, non peggiorativo perché l’edificio di riferimento che si usa come parametro per i calcoli è stato modificato in meglio perché quello precedente, per esempio, non teneva abbastanza conto di ponti termici. Per cui, per quello che siamo riusciti a vedere fino adesso, ci stiamo accorgendo che le attestazioni vengono un po’ meglio, cioè rischiamo addirittura di fare un salto di classe rispetto a quello che era prima. Questo appunto si verifica perché l’edificio di riferimento è più corretto rispetto a quello di prima. Su questo bisogna essere onesti perché altrimenti si fa del terrorismo per spaventare le persone.

È più complicato fare l’APE adesso?

Adesso non è più complicato di prima. Certo, è una cosa che devono fare quelli che sanno fare questo mestiere. Il problema dell’Ape è che è stato un po’ troppo minimizzato in questi anni, è stato considerato come una formalità obbligatoria. Anche il fatto che i risultati siano semplificati in una scala colorata per renderlo comprensibile è un po’ riduttivo rispetto a ciò che rappresenta e al lavoro che c’è dietro. Va detto poi che l’APE viene spesso svenduto, o quasi regalato, mentre dietro c’è una prestazione professionale che deve essere fatta bene.

Chi può fare l’APE?
Lo può fare che è iscritto nei registri regionali con un titolo di studio riconosciuto per poter svolgere calcoli, m,a non è questione di titolo di studio. La questione è che molte volte questi APE sono sviliti, sono regalati. A volte sono fatti un po’ troppo superficialmente e con logiche commerciali, magari perché si ha fretta in vista di un rogito o di una locazione.

Image of engineer meeting for architectural project. working with partner and engineering tools on workplace vintage tone.

Spesso si trovano tecnici che fanno gli APE senza sopralluogo. È una modalità scorretta?

Sì, lo dico chiaramente. Su un edificio esistente l’APE si fa con un sopralluogo, sincerandosi delle condizioni dell’edificio, al limite facendo una termografia o comunque verificando serramenti, ponti termici e altro. È una prestazione che mi chiede di capire come è fatto l’edificio, da qui in poi si apre un mondo. Chi lo fa sulla carta si assume la responsabilità di quello che fa, perché se poi il risultato non è corretto il proprietario può anche rivalersi legalmente.

Quando la direttiva Case Green sarà attiva cambierà di nuovo l’APE?

Cambierà di nuovo tutto perché quella direttiva prevede anche una uniformità tra le attestazioni di prestazione energetica in Europa, cosa che adesso non c’è, ma chi fa questo mestiere non si spaventa di questi cambiamenti. D’altra parte le norme si evolvono, penso che dopo 11 anni un’evoluzione energetica fosse auspicabile.


Ogni tecnico dovrà cambiare o aggiornare i software?

La maggior parte delle software house che hanno i software certificati sono già aggiornate sulle nuove norme, comunque questo aggiornamento rientra normalmente nel canone annuale che si paga quando acquista un software.

Costerà di più fare l’APE adesso? La direttiva europea chiede agli Stati di garantire l’accessibilità economica dei certificati energetici.

È una bella domanda. Noi non possiamo più fare tariffari però abbiamo fatto delle linee guida su quello che è di impegno che comporta fare un’ape. Mille euro per fare un APE per un appartamento comune di modeste dimensioni può essere troppo ma non può neanche costarne 50 perché nella maggior parte dei casi parliamo di qualche decina di ore di lavoro tra analisi e sopralluoghi. Il punto da capire è che questi documenti non vanno visti come un balzello ma come qualcosa di molto utile. Quando compro una casa l’APE non si dovrebbe limitare a dire quali sono i consumi ma indicare anche quali interventi sono consigliabili e con quali tempi di ammortamento. Già oggi l’APE dovrebbe avere in fondo i suggerimenti per migliorare le cose. È una consulenza a favore del committente, non è un balzello quindi ma una cosa molto utile.

Direttiva EPBD “Case Green”, cosa cambierà con l’entrata in vigore

Andrea Battistuzzi
Andrea Battistuzzi Giornalista
[email protected]
Tags: apeAperturaclasse energetica

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