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Geotermia in condominio: costi, tempi e fattibilità

Febbraio 10, 2026
in Ambiente
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geotermia
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Quando è possibile installare la geotermia in condominio, che costi ha un impianto e che effetti ha sui consumi? Lo abbiamo chiesto a un esperto

Cos’è la geotermia? Si può realizzare in qualsiasi condominio? E che costi hanno i lavori e poi la manutenzione? Cerchiamo qui di inquadrare le cose fondamentali da sapere e da valutare in assemblea condominiale. Per farlo abbiamo deciso di confrontarci con un tecnico per rispondere ai dubbi che un comune cittadino si pone quando si avvicina a una nuova tecnologia e capirne realisticamente la fattibilità. Ci siamo confrontati con Marco Vinci, geologo e titolare dello studio professionale di consulenza GeostudioVinci di Roma, di cui riportiamo i contatti in questa pagina per chi volesse approfondire. Le informazioni che trovate sono una sintesi utile a capire di cosa parliamo e se la geotermia fa al caso vostro. Spoiler: si tratta di una tecnologia complessa ma assolutamente realizzabile in città e con enormi vantaggi.

Come funziona un impianto geotermico in parole semplici?

Bisogna intanto distinguere i tipi di impianto. La geotermia vera e propria è quella che produce energia elettrica attraverso gli impianti della grande distribuzione che forniscono energia ai cittadini e che hanno pozzi che vanno a circa 1,5 km di profondità. In Italia ce ne sono ad esempio in Toscana. Per la climatizzazione delle case è più opportuno parlare di “geoscambio”. Si tratta di impianti molto più semplici a livello di autorizzazioni e con sonde che vanno a circa 100/150 metri di profondità. Si stanno diffondendo molto nel centro-Nord, in Lombardia in particolare ne vediamo molti negli edifici. È sufficiente arrivare a una profondità dove ci sia un “serbatoio” di temperatura costante, non influenzato da eventi esterni come le oscillazioni di temperatura nei primi strati di terreno dovute alle stagioni. Semplificando molto, si usa questo “serbatoio” per raffreddare o riscaldare l’ambiente di casa. Si tratta di pompe di calore che hanno il compito di prendere quell’energia termica dal sottosuolo e, attraverso un loro lavoro meccanico, di moltiplicarla e trasferirla all’interno delle abitazioni attraverso dei diffusori che possono essere dei terminali freddi o caldi, come un termosifone a 60 gradi.

Con la geotermia si possono alimentare anche i termosifoni, o solo gli split?

Oggi la tecnologia consente con la geotermia di utilizzare anche i termosifoni o altri terminali come pavimenti radiali o split ad aria. Fino a qualche anno fa non era così ma oggi le pompe di calore sono in grado di far lavorare i termosifoni a 60 gradi. Sostanzialmente il sistema sottrae il freddo o il caldo dall’involucro di casa, lo manda a una pompa di calore e lo restituisce in profondità. A seconda della stagione la casa si raffresca o si riscalda.

Aspetti pratici: che caratteristiche deve avere un condominio per valutare la geotermia?

Se c’è un giardino condominiale è perfetto, a patto che non sia occupato da alberi ad alto fusto. Ma si può realizzare anche senza giardini, è sufficiente uno spiazzo libero come un parcheggio o addirittura una rampa. Le sonde hanno diametro di circa 15 cm e vanno in profondità per un centinaio di metri. A fine lavori, dopo lo scavo delle sonde, l’area torna al suo uso originario, non si vede nulla in superficie. Le tubature andranno direttamente alla centrale termica che sostituirà la vecchia caldaia.

Che spazi servono per la centrale termica?

Uno dei vantaggi della geotermia è che non essendoci gas non servono tutte le misure di sicurezza delle vecchie caldaie come il ricircolo d’aria. Una centrale termica potrebbe stare anche in un sottoscala. Se poi il condominio può dotarsi di pannelli fotovoltaici, si può coprire anche il fabbisogno elettrico della centrale termica, praticamente annullando i consumi.

Gli impianti si possono installare solo in edifici di nuova costruzione o anche in quelli più vecchi?

Si possono installare ovunque a patto che ci siano le condizioni. Per quanto riguarda grandi città come Roma o Milano sono nella maggior parte dei casi realizzabili, anzi ce ne sono tantissimi. Ma oltre alle caratteristiche geologiche servono anche altre valutazioni, come eventuali limiti delle sovrintendenze.

Che altri vincoli ci sono?

Ogni Regione ha uno strumento normativo specifico riguardo la geotermia. Ad esempio la Regione Lazio, ai sensi della legge regionale numero 3 del 2016 e il suo successivo regolamento dell’attuazione del 2022, dispone che ci sono delle aree nelle quali gli impianti geotermici non si possono realizzare quali quelle con vincolo per la protezione delle acque sotterranee o interessate da rischio di movimenti franosi.

Che tempi servono per realizzare un impianto?

C’è purtroppo una tempistica ancora lunga per le autorizzazioni. Di norma dovrebbero essere 90 giorni ma possono anche essere sei mesi. Per i lavori diciamo che un condominio medio di 20 o 30 appartamenti con un mese di lavoro, fra scavi e realizzazione del locale tecnico, si riesce a fare tutto.

Che costo ha un impianto geotermico?

I costi variano a seconda della condizione del palazzo. Diciamo che mediamente stimiamo 2.000 euro a chilowatt di potenza installata. Un condominio di 20 o 30 appartamenti può richiedere circa 60 kW. Diciamo che va considerato un investimento dai centomila euro in su ma normalmente in quattro anni si rientra dell’investimento. Teniamo presente che il costo di gestione annuale dell’impianto è pressoché pari a zero.

Che costo ha una valutazione iniziale per valutare la fattibilità?

La prima è una valutazione professionale sulla fattibilità in base alle caratteristiche del palazzo e del luogo in cui si trova. Se il palazzo ad esempio è in pessime condizioni o si trova in un’area vincolata valutiamo che non è possibile e questo non ha costi. Una prima valutazione invece di pre-fattibilità, stabilito che è possibile fare un impianto, per poter arrivare alla progettazione e realizzazione vera e propria può costare attorno ai mille euro. Un costo che ovviamente si spalma sui lavori complessivi nel caso si vada a realizzazione.

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Andrea Battistuzzi
Andrea Battistuzzi Giornalista
redazione@condominionotizie.it
Tags: Aperturabollettageotermiarinnovabili

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