Sperimentazione nel 2026 in due case popolari. Il “badante di condomnio” aiuterà nei servizi essenziali, dalle medicine alla spesa e a creare momenti di socialità
Roma segue l’esempio di altre città italiane approvando un progetto di assistenza agli anziani in condominio che partirà nelle prossime settimane ma che, a differenza della maggior parte degli altri casi, sarà gratuito. Il tema è quello del “badante di condominio” di cui si parla da tempo ma il progetto approvato all’unanimità dall’assemblea capitolina non prevede assistenza sanitaria, bensì un servizio di aiuto e di socialità per le persone sole che inizierà in fase sperimentale in due condomini di edilizia popolare per poi allargarsi, se la sperimentazione sarà un successo.
L’idea è quella di attivare, tramite la coprogettazione, attraverso enti del terzo settore delle figure che aiutino i soggetti che non hanno ancora bisogno di ospedalizzazione o assistenza sanitaria a mantenere la propria autonomia il più possibile. Il “badante” fornirà quindi servizi come l’accompagno o l’assistenza per comprare beni di prima necessità, l’aiuto in piccole faccende domestiche o a creare momenti di socialità con altri anziani che vivono vicino. La novità è che Roma pensa a un progetto gratuito per chi ne usufruirà.
“A Roma una persona su quattro ha più di 65 anni ma moltissime delle persone più anziane non hanno bisogno di assistenza sanitaria”, spiega a CondominioNotizie Nella Converti, presidente della commissione Politiche sociali e salute del Campidoglio che ha lavorato alla proposta negli ultimi mesi insieme alla capogruppo del Pd in Comune, Valeria Baglio, e alla presidente della commissione Lavoro Erica Battaglia. “Ci sono intere palazzine abitate da persone sole”, ci spiega Converti, “partiremo con due case popolari di Roma dove verranno attivati due o tre operatori che potranno acquistare i farmaci, accompagnare alle visite mediche, dare supporto quotidiano e creare momenti di socializzazione per persone che vivono completamente sole”.
Si tratta di un tipo di assistenza che vuole superare il modello di assistenza uno a uno in cui Roma già investe circa 130 milioni di euro l’anno in servizi sociali. L’obiettivo è aiutare le persone anziane prima che la loro condizione degeneri e abbia a quel punto bisogno di un’assistenza più impegnativa mantenendole attive. “Abbiamo un quadro demografico nel nostro Paese drammatico in cui la popolazione anziana andrà sempre aumentando e questo significa che dobbiamo rivedere i modelli”, spiega Converti che pensa anche in futuro all’esempio del “portiere sociale” parigino. Figure cioè che aiutano nelle faccende domestiche (dalla spesa all’idraulico, al ritiro pacchi) con un sostegno economico del Comune e con tariffe bassissime, se non gratuite, per servizio.
Secondo gli ultimi dati di Federcasa disponibili a Roma gli alloggi popolari sono circa 44 mila, mentre in città le persone anziane (dato Istat 2024) sono oltre 650 mila. La sperimentazione si chiuderà a fine anno e poi se il progetto sarà valutato positivamente potrebbe essere coinvolta anche la Regione per ampliare il servizio.
Diverse città in Italia hanno attivato servizi simili, in molti casi con un contributo seppur ridotto a carico del soggetto destinatario ma con finalità di assistenza sanitaria, da Torino a Bologna, Padova e Milano. Bologna in particolare è stata l’apripista in Italia dell’idea di “badante di condominio” con un servizio attivato da Confabitare che mette a disposizione degli anziani degli operatori formati e in condivisione, in modo da abbattere le spese e dedicare all’utente solo le ore realmente necessarie. In questo modo l’anziano paga una cifra molto ridotta, che si aggira sui 200/250 euro, un servizio per cui se dovesse attivare autonomamente con un operatore a contratto gli costerebbe facilmente mille euro se non di più.

di Andrea Battistuzzi – Giornalista
direzionerivista@condominiozeroproblemi.it










