Prevenzione, responsabilità e azioni concrete per amministratori di condominio e condomini per prevenire la caduta degli alberi
Il fenomeno della caduta di alberi di alto fusto in ambito urbano è ormai una realtà con cui molte città italiane fanno i conti, in modo particolarmente evidente a Roma. Non si tratta più di episodi isolati, ma di eventi ricorrenti che mettono a rischio persone, beni e responsabilità professionali. Leggiamo e viviamo quotidianamente eventi del genere sulla nostra pelle. Come testata giornalistica di informazione quotidiana di settore ci porta l’obbligo di fornire degli elementi per ridurre il fenomeno in ambito condominiale e immobiliare.
Di seguito forniamo un’analisi strutturata utile a chi gestisce gli immobili ma anche a chi in essi vive, i condomìni.
LA CADUTA DEGLI ALBERI RIGUARDA TUTTI
Chi legge questo articolo – amministratore o condomino – ha probabilmente già visto immagini di alberi crollati su auto, marciapiedi o edifici. In alcuni casi, purtroppo, non si è trattato solo di danni materiali.
La motivazione che deve guidare l’azione è duplice, prevenire situazioni di pericolo reale per l’incolumità delle persone e dimostrare che intervenire per tempo è non solo doveroso, ma anche concretamente fattibile.
Nessun amministratore e nessun condominio, come purtroppo accade nella maggior parte dei casi, vuole trovarsi a gestire un evento tragico che, con un controllo in più, poteva essere evitato.
LA PREVENZIONE SUGLI ALBERI
Troppo spesso l’approccio alla gestione del verde è reattivo: si interviene solo dopo la caduta dell’albero o dopo un danno. La gestione moderna e professionale, invece, deve essere proattiva.
In concreto significa conoscere lo stato di salute degli alberi presenti in ambito condominiale, programmare controlli periodici, non occasionali, intervenire su segnalazione di potenziale pericolo senza attendere l’emergenza.
La caduta dell’albero non è quasi mai improvvisa: nella maggior parte dei casi esistono segnali premonitori (inclinazione, radici affioranti, rami secchi, terreno instabile).
IL QUADRO NORMATIVO E GIURISPRUDENZIALE DI RIFERIMENTO
Dal punto di vista giuridico, il riferimento principale è chiaro, l’art. 2051 codice civile – danno cagionato da cosa in custodia. Il condominio (e quindi l’amministratore, sul piano gestionale) è custode delle parti comuni, alberi compresi, e risponde dei danni salvo prova del caso fortuito.
La giurisprudenza, nel tempo, ha consolidato alcuni principi fondamentali: il maltempo non è automaticamente caso fortuito. Il vento forte e la pioggia intensa sono eventi prevedibili, soprattutto se l’albero era già compromesso. La responsabilità viene spesso confermata quando manca la manutenzione. Negli ultimi anni i tribunali hanno mostrato una crescente severità nel valutare la diligenza dell’ente custode, anche alla luce dei cambiamenti climatici ormai notori.
COME ORIENTARSI TRA SCELTE CORRETTE ED ERRORI DA EVITARE
Per aiutare il lettore a confermare o correggere le proprie scelte, è utile distinguere tra comportamenti adeguati e comportamenti da evitare. Le scelte da effettuare, ogni volta che si ha una segnalazione seria o si ha il timore di un possibile stato di pericolo derivante dalla caduta di un albero, sono quelle di incaricare professionisti qualificati (agronomi, forestali).
Richiedere al professionista incaricato una relazione scritta mai verbale. Le loro relazioni tecniche e tutta la documentazione che si è ottenuta vanno conservate ed archiviate. Fondamentale è soprattutto rispondere formalmente alle segnalazioni dei condomini.
Le scelte da evitare, invece, sono quelle di affidarsi al “buon senso” senza supporto tecnico, di effettuare valutazioni personali senza averne il titolo, di rimandare gli interventi per motivi di costo o di ignorare segnalazioni informali perché “non ufficiali”, come purtroppo spesso avviene. Il criterio guida da adottare sempre e in ogni circostanza è uno solo: ciò che non è documentato, in giudizio spesso non esiste.
Forniamo adesso cinque consigli operativi per amministratori e condomini
- Programmare verifiche periodiche sul verde. Affidare a un tecnico una valutazione periodica dello stato degli alberi.
Un Esempio pratico può essere quello di prevedere un controllo annuale agli alberi di alto fusto presenti negli spazi comuni, ciò consente di individuare un albero inclinato prima che cada su un’area parcheggio, su un viale o su altri spazi condominiali; - Gestire correttamente le segnalazioni. Ogni segnalazione va protocollata, valutata e seguita da una risposta o da un intervento;
- Intervenire in urgenza senza attendere l’assemblea. In presenza di pericolo imminente, l’amministratore deve agire anche senza preventiva delibera;
- Verificare la polizza assicurativa del condominio. Controllare la polizza globale fabbricati del condominio e verificare, anche con l’ausilio di un consulente, che siano coperti i danni a terzi, i danni da caduta alberi e gli eventi atmosferici;
- Segnalare formalmente alberi pericolosi su suolo pubblico. Se l’albero non è condominiale ma minaccia il fabbricato, l’amministratore o il condomino non lo può ignorare ma deve segnalare il tutto agli organi compenti. Come? Inviare PEC o segnalazioni protocollate al Comune e conservare ogni prova dell’attività svolta.
LA GESTIONE DEL VERDE URBANO E CONDOMINIALE NON È PIÙ UN TEMA SECONDARIO.
Per l’amministratore di condominio rappresenta oggi un vero banco di prova della propria professionalità.
Agire in modo proattivo significa tutelare le persone, il patrimonio e sé stessi, evitando che un albero trascurato diventi un problema giuridico, economico e umano.
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