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Le nuove truffe in condominio, da WhatsApp all’home banking

Febbraio 27, 2026
in Sicurezza e Tech
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truffe whatsapp

young man holding a mobile phone

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Truffe via email, app e chat di WhatsApp fanno sembrare le minacce reali, spesso in chat archiviate che non controlliamo

Negli ultimi anni le truffe legate ai condomìni sono aumentate in modo significativo. Questo accade perché oggi molte comunicazioni avvengono tramite email, messaggi e pagamenti digitali e perché, all’interno di un condominio, esiste un rapporto di fiducia naturale tra amministratore, fornitori e condomini. Proprio questa fiducia viene spesso sfruttata dai truffatori.

Una delle forme più comuni di truffa è il phishing, ovvero un tentativo di inganno che utilizza messaggi apparentemente autentici per spingere la vittima a pagare somme di denaro o a fornire informazioni personali e bancarie. Molto spesso arrivano email che sembrano provenire dall’amministratore o da fornitori abituali come luce, gas, acqua o manutenzioni. Il messaggio segnala un problema urgente e chiede di effettuare rapidamente un pagamento, magari indicando un nuovo conto corrente o un IBAN diverso dal solito. La strategia è quasi sempre la stessa: creare fretta e preoccupazione. Espressioni come “pagare immediatamente per evitare il distacco delle utenze” o “ultimo avviso prima delle sanzioni” servono a far agire d’impulso, senza verificare.

In alcuni casi i truffatori prendono di mira direttamente lo studio dell’amministratore. Questi attacchi sono più sofisticati e hanno lo scopo di prendere il controllo della posta elettronica dell’amministratore stesso. Una volta ottenuto l’accesso, i criminali possono inviare richieste di pagamento false ai condomini oppure disporre bonifici non autorizzati dal conto condominiale. I danni economici che ne derivano possono essere molto rilevanti.

TRUFFE TRADIZIONALI E FRODI DEI BONUS

Accanto alle truffe digitali esistono anche raggiri più tradizionali. Alcune persone si presentano direttamente presso le abitazioni dichiarando di essere tecnici inviati dall’amministratore per controlli urgenti, come verifiche ai contatori o alla caldaia. In realtà l’obiettivo è entrare negli appartamenti o ottenere denaro. Anche in questo caso il riferimento all’amministratore serve a creare fiducia.

Negli ultimi anni si sono poi diffuse truffe legate ai bonus edilizi e alle ristrutturazioni condominiali. Vengono promessi lavori, rimborsi o cessioni del credito che in realtà non esistono. Spesso vengono richiesti anticipi o documenti sensibili, con il rischio di perdere soldi o di trovarsi coinvolti in problemi fiscali complessi.

TRUFFE VIA WHATSAPP

A queste forme di truffa si è aggiunta di recente una modalità particolarmente insidiosa che passa attraverso WhatsApp. Negli ultimi mesi si sta diffondendo la cosiddetta truffa “prestami dei soldi”, nella quale arriva un messaggio urgente da un contatto conosciuto, come un vicino, un collega o un familiare. Il testo chiede una somma di denaro per un imprevisto, come spese mediche o problemi improvvisi, spesso indicando una carta di pagamento o un metodo rapido di trasferimento. Il messaggio appare credibile proprio perché arriva da una persona reale e conosciuta. In realtà, nella maggior parte dei casi, l’account WhatsApp del mittente è stato compromesso. I truffatori riescono a prendere il controllo dell’account e utilizzano la rubrica della vittima per contattare tutte le persone salvate, facendo leva sulla fiducia e sull’urgenza per ottenere pagamenti immediati.

Un aspetto particolarmente critico di questa truffa riguarda le sessioni WhatsApp attive. Se non vengono disconnesse manualmente tutte le sessioni collegate, come WhatsApp Web o altri dispositivi associati all’account, l’attaccante può continuare ad avere accesso anche dopo tentativi di ripristino. In questo modo la truffa può andare avanti nel tempo, coinvolgendo sempre più persone. Un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dai messaggi inviati in chat archiviate o poco utilizzate. La vittima potrebbe non accorgersi subito dell’attività fraudolenta perché non controlla regolarmente quelle conversazioni. Questo favorisce la diffusione della truffa e aumenta il numero di persone coinvolte.

Riconoscere questi tentativi di inganno non è sempre facile, ma ci sono segnali che devono far scattare l’attenzione. Le richieste di denaro improvvise e urgenti, anche se arrivano da persone conosciute, devono sempre essere considerate sospette. Lo stesso vale per messaggi che chiedono pagamenti rapidi, cambi di iban o informazioni personali.

CONSIGLI PRATICI

La regola più importante è non agire mai d’impulso. Prima di effettuare qualsiasi pagamento è fondamentale verificare la richiesta utilizzando un canale diverso. Nel caso di una email, è consigliabile contattare direttamente l’amministratore o il fornitore usando un numero di telefono già conosciuto. Nel caso di WhatsApp, è sempre meglio chiamare la persona che ha inviato il messaggio o scriverle tramite un altro mezzo per accertarsi che sia davvero lei.

È altrettanto importante prestare attenzione alla sicurezza digitale. Tenere aggiornati computer e smartphone, usare antivirus affidabili e proteggere gli account con password robuste riduce il rischio di compromissione. Per WhatsApp, è fortemente consigliato attivare la verifica in due passaggi e controllare periodicamente le sessioni attive, chiudendo quelle non riconosciute.

Se si sospetta che il proprio account sia stato violato o se si riceve un messaggio sospetto, è importante informare subito i propri contatti per evitare che cadano nella trappola e segnalare l’accaduto alle autorità competenti, come la Polizia Postale.

In conclusione, le truffe nel contesto condominiale stanno diventando sempre più sofisticate e sfruttano non solo la tecnologia, ma soprattutto la fiducia e l’urgenza. La miglior difesa resta la consapevolezza. Un condominio attento, che verifica sempre e non agisce di fretta, è molto più difficile da colpire. La sicurezza nasce dall’informazione e dalla collaborazione di tutti.

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Truffe in condominio, quali sono le più diffuse e 5 consigli per difendersi

Maurizio Maddalo
Maurizio Maddalo IT Manager
m.maddalo@itmc.it
Tags: Aperturacondominiotruffe

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