Impianti di geotermia già realizzati nei cantieri del lusso a Roma, dai Villini Sallustiani a piazza San Silvestro. Una tecnologia a portata di condominio per abbattere i costi e azzerare le emissioni
La geotermia prende il volo nel centro di Roma, o per meglio dire scava molto velocemente in questi mesi in una delle zone più complesse per le perforazioni al mondo. Sembra incredibile eppure, lontano dall’attenzione dei media, nel centro della Capitale stanno fiorendo gli impianti geotermici che alimenteranno nei prossimi decenni hotel e residenze di ultra lusso. La notizia non è da poco perché significa che anche in un’area dove sotto la pavimentazione riposano stratificati oltre duemila anni di storia è possibile installare una fonte rinnovabile ad altissimo potenziale in grado praticamente di rendere indipendente un edificio.
Forse quello di Palazzo della Famiglia Borghese, in piazza di Fontanella Borghese n. 3 è l’esempio più eclatante. Si tratta di uno dei palazzi nobiliari più noti di Roma, costruito nel ‘600 dalla famiglia Borghese, residenza per molti anni dell’ex governatore della Banca d’Italia e presidente del Consiglio, Lamberto Dini, nonché sorvegliato speciale della Sovrintendenza per il suo valore storico.
Il palazzo è da tempo oggetto di una ristrutturazione profonda per farne appartamenti di lusso da affittare a medio termine e, secondo quanto CondominioNotizie è in grado di riportare, nel cortile del palazzo sono già stati effettuati i sondaggi che hanno ottenuto il via libera della Sovrintendenza per i pozzi geotermici. Si tratta di sonde di una sessantina di metri di profondità in grado di raffrescare e riscaldare l’edificio, una volta che i lavori saranno terminati. Parliamo di una superfice immensa di circa diecimila metri quadrati commerciali.
Il progetto è colossale e la Banca d’Italia che detiene il palazzo per tramite della sua società di gestione immobiliare Sidief ha stanziato diverse decine di milioni di euro per riportare “a nudo” gli interni, preservando il patrimonio artistico dell’edificio. Tuttavia, dopo una prima fase di profondi lavori la ristrutturazione ha ricevuto uno stop da parte della proprietà e non è chiaro a oggi quando ripartirà il cantiere.
La geotermia negli hotel di lusso di Roma, dal Mandarin Oriental al Four Season
Nei prossimi anni Roma vedrà l’apertura di numerosi nuovi alberghi di altissima fascia. Il mercato della Capitale ha ancora capienza per ospitare nuove strutture, sebbene i cittadini facciano sempre più fatica a convivere con l’altissimo flusso di turisti. Alcune delle catene che sono in questi mesi al lavoro per realizzare hotel di altissima gamma hanno previsto impianti geotermici in grado di sostituire del tutto o in gran parte il gas, i cui costi nei prossimi anni potrebbero incidere enormemente su quelli di gestione delle strutture.
Non solo, la geotermia (è più corretto parlare di geoscambio in questi casi) è in grado di alimentare anche gli impianti termali, che non a caso erano già ampiamente diffusi nel centro della Roma antica duemila anni fa.
Un impianto geotermico è in corso di costruzione nel nuovo Four Seasons che aprirà le porte a piazza San Silvestro, a due passi da Palazzo Chigi. Qui la Cascade Investments di proprietà di Bill Gates ha comprato per 165 milioni di euro Palazzo Marini per farne il suo hotel di punta in città con un investimento complessivo di oltre 300 milioni. L’energia del sottosuolo alimenterà anche l’immensa area wellness del progetto, la cui riqualificazione anche energetica era stata richiesta dalla Giunta del Campidoglio in sede di approvazione dei lavori.
Progetto extralusso è anche quello della catena Mandarin Oriental che sta realizzando un hotel 5 stelle nei Villini Sallustiani, sempre nel primo municipio di Roma. Anche qui la geotermia alimenterà la grande spa prevista tra questi edifici che hanno visto abitare nell’ultimo secolo e mezzo alcune delle famiglie più importanti della città. Qui hanno risieduto i Casati-Stampa, il presidente del Consiglio Urbano Rattazzi e molti altri nomi della Roma di fine ‘800 e primi ‘900, che incaricarono gli architetti più noti dell’epoca per realizzare i propri villini, gli stessi che fra pochi mesi ospiteranno i turisti più abbienti.
Geotermia a Roma, non solo negli hotel di lusso
Di geotermia si parla poco, sembra qualcosa di molto complicato e irrealizzabile ma è un falso mito molto lontano dalla realtà. La verità è che molti condomìni a Roma e in molte altre aree metropolitane del Paese hanno realizzato impianti di geotermia a bassa entalpia, ovvero quella in grado di alimentare impianti con temperature più basse rispetto ai giganteschi progetti industriali del Nord Europa che alimentano intere cittadine.
Un impianto geotermico condominiale che alimenti un edificio ha bisogno di “pozzi” che possono essere scavati tranquillamente nello spazio di una rampa o di uno spiazzo nelle parti comuni. Si tratta di tubi di 15 centimetri di diametro che scendono a qualche decina di metri di profondità e una volta fatto lo scavo i pozzi sono praticamente invisibili. Ci sono casi di impianti invisibili scavati sotto un campo da tennis condominiale.
Il fatto però che le grandi catene del lusso stiano inserendo questa “superrinnovabile” nei propri progetti commerciali la dice lunga sulla sua efficienza e sul tentativo di abbattere i costi energetici nei prossimi anni ,che al momento restano altamente incerti dal punto di vista geopolitico.
Quello che è certo è che se è possibile realizzare impianti geotermici che riscaldino e raffreddino superfici immense protette dai beni culturali su di un terreno che ha sotto di sé resti millenari, significa che è una tecnologia che si può realizzare anche nei palazzi comuni in cui viviamo tutti noi condòmini alle prese con bollette e clima fuori controllo.



PER APPROFONDIRE
COS’È LA GEOTERMIA E COME FUNZIONA








