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Orti urbani in condomino, regole, limiti e autorizzazioni

Marzo 23, 2026
in Ambiente
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orti
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Gli orti in condominio sono un fenomeno crescente che migliora la socialità, riqualifica gli spazi comuni e consente di avere cibo sano ma ci sono regole da rispettare e conoscere prima di iniziare

In moltissime città italiane, come Roma, Milano, Torino, e moltissime altre si sta diffondendo un nuovo modo di utilizzare gli spazi comuni e privati, riprendendo modelli già consolidati in altre città europee e di altre nazionalità estere: l’orto urbano.

Città come New York, Havana, Singapore, Tokio, Londra, Parigi o Berlino queste soluzioni sostenibili di riqualificazione urbana, di socialità fra le persone (e in alcuni casi di vero e proprio contributo a risolvere la crisi alimentare) sono da anni diffusi e super collaudati.

Nella maggior parte dei casi, nelle nostre città, questa attività è legata soprattutto alla necessità di persone per lo più pensionate di mantenere attività di vita sociale e di collaborazione tra condòmini, oltre che alla classica valorizzazione degli spazi comuni. Sempre più condomìni sono coinvolti da questo fenomeno.

I cortili, gli spazi verdi condominiali, i terrazzi privati ma anche i lastrici solari – soprattutto delle città del centro Sud, che sono favorite da particolari condizioni climatiche – sono e possono essere trasformati in orti condivisi tra i residenti.

Mentre sui terrazzi e sui balconi privati è possibile realizzare ori senza chiedere nulla a nessuno e senza avere autorizzazioni di nessun genere (basta attenersi alle norme di buon vicinato come non far cadere nulla su strada o sugli altri balconi e non arrecare disturbo agli altri condomini). Le coltivazioni di pomodori, peperoncini, odori di vario genere in vasi non creano grandi problemi e rientrano nell’uso normale della proprietà privata, in ambito condominiale non è così.

SERVE UN PERMESSO?

La realizzazione di un orto all’interno di un condominio non è libera ma devono essere rispettate alcune regole molto precise.

La prima cosa da verificare, come sempre ogni qualvolta di parla di condominio, è cosa dice in merito il regolamento condominiale. Una volta verificato ciò si deve fare richiesta all’amministratore del condominio che sottoporrà la questione all’assemblea condominiale che sarà chiamata a deliberare in merito, tenendo conto dei limiti dell’art. 1102 del c.c., che disciplina l’uso delle parti comuni.

In ogni caso non sempre è possibile realizzare un orto in condominio, oltre ai limiti giuridici da rispettare ci possono essere anche dei limiti tecnici.

La realizzazione di un vero e proprio orto condominiale organizzato prevede che l’assemblea con la quale si delibera la sua realizzazione debba stabilirne anche la sua regolamentazione. L’assemblea deve prevedere in modo preciso qual è lo spazio fisico, porzione di giardino o lastrico solare, da adibire a orto, le modalità di utilizzo da parte dei condòmini, le regole per la sua manutenzione, per l’irrigazione, la turnazione di utilizzo, etc.

Le regole devono essere chiare per prevenire ed evitare frizioni tra i condomini e ricorsi all’autorità giudiziaria. Non è possibile concedere l’uso esclusivo del giardino comune o di una sua porzione ad uno o più condomini per la realizzazione di un orto senza il consenso unanime di tutti gli altri.

La corretta organizzazione porta senz’alcun dubbio dei benefici alla collettività favorendone la collaborazione tra i vicini, rafforzandone i rapporti e contribuendo a ottenere effetti rilassanti e salutari tra coloro che la praticano. Senza contare che tutti i condòmini possono usufruire di parte del raccolto.

ATTENZIONE ALL’ACQUA

Uno dei temi da considerare, anche quando ci fosse l’adesione di buona parte dei vicini all’idea di realizzare un orto comune va considerato attentamente l’uso dell’acqua per l’irrigazione e verificato il contratto di fornitura che in alcuni casi può vietare l’uso dell’acqua potabile per l’irrigazione. Diversi Comuni hanno adottato misure restrittive. A Roma ad esempio è possibile usare l’acqua potabile ma bisogna controllare sempre le ordinanze comunali estive che in periodi di siccità possono vietare l’uso dell’acqua pubblica per irrigare.

Molti Comuni italiani hanno comunque introdotto dei regolamenti specifici al fine di organizzare il fenomeno degli orti urbani riconoscendone il loro valore sociale e ambientale.

Se mancano regole certe e un’organizzazione adeguata avremo conseguenze che ci porteranno solo a problemi e liti di varia natura.

Come sempre è fondamentale il ruolo dell’amministratore che ha il compito prima di far adottare le delibere assembleari in modo corretto e nel rispetto di norme e regolamenti e poi, attraverso una gestione chiara e condivisa del tutto, di evitare controversie successive tra i condomini favorendo la loro collaborazione e il miglioramento della qualità di vita all’interno del condominio.

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Mariolina Servino
Mariolina Servino Art Director
chanel65.ms@gmail.it
Tags: Aperturaortospazi comuni

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