La norma che recepisce gli aggiornamenti europei impone la progressiva eliminazione dei sistemi alimentati da combustibili fossili e l’integrazione delle rinnovabili
Il Dlgs. n.5 del 9 gennaio 2026 segna un passaggio storico nella gestione energetica degli edifici italiani ridisegnando il quadro delle fonti rinnovabili in Italia: l’elettrificazione degli impianti termici non è più una scelta opzionale, ma la direzione normativa verso cui devono orientarsi nuove costruzioni e riqualificazioni rilevanti.
Il decreto, che è entrato in vigore il 4 febbraio in Italia, porta significative modifiche al precedente Dlgs. n. 199/2021, recepisce e rafforza gli obiettivi europei di decarbonizzazione degli edifici previsti dalla direttiva Ue 2023 n. 2413 nota come RED III che aggiorna e rafforza l’impianto della precedente RED II, che impone la progressiva eliminazione dei sistemi alimentati da combustibili fossili e l’integrazione strutturale delle fonti rinnovabili.
Per il settore condominiale si tratta di una trasformazione profonda, con ricadute tecniche, economiche e gestionali che coinvolgono direttamente amministratori, progettisti e assemblee.
IL CAMBIO DI PARADIGMA: DAL GAS ALL’ELETTRICITÀ
Il decreto orienta chiaramente verso la riduzione strutturale delle emissioni degli edifici, l’integrazione obbligata con fonti rinnovabili, la gestione intelligente dei consumi e il superamento progressivo delle caldaie tradizionali. Non si tratta di una semplice innovazione tecnologica, ma di un ripensamento del modello impiantistico condominiale.
Nel prossimo futuro, nei nuovi interventi o nelle ristrutturazioni importanti, l’elettricità — possibilmente prodotta in loco attraverso le rinnovabili — diventerà il vettore energetico principale per il riscaldamento.
100% GREEN & SMART: L’INTEGRAZIONE CON IL FOTOVOLTAICO
Uno dei punti centrali del nuovo quadro normativo è la perfetta integrazione tra impianti elettrici di riscaldamento e produzione da fonti rinnovabili.
In ambito condominiale questo significa l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture, l’utilizzo diretto dell’energia prodotta per il riscaldamento, la massimizzazione dell’autoconsumo e la riduzione del prelievo dalla rete.
Senza integrazione elettrica, parte dell’energia prodotta verrebbe invece immessa in rete con un ritorno economico inferiore rispetto all’autoconsumo diretto.
GESTIONE INTELLIGENTE STANZA PER STANZA
Il Dlgs. 5/2026 rafforza i requisiti di regolazione e controllo dei consumi. I moderni sistemi elettrici consentono la termoregolazione per singolo ambiente, la programmazione personalizzata, controllo da remoto tramite app e l’ottimizzazione automatica in base ai dati di consumo.
Il vantaggio è duplice, un comfort personalizzato e l’eliminazione degli sprechi.
Caso concreto. In un appartamento di 95 mq con tre ambienti principali, ogni stanza può essere riscaldata solo negli orari effettivamente necessari.
La zona giorno può funzionare dalle 17 alle 22, le camere solo durante le ore notturne. Con un impianto tradizionale centralizzato questo livello di precisione è spesso impossibile o comporta dispersioni. Zero pensieri: meno impianti, meno manutenzione.
Uno degli aspetti più rilevanti per il condominio riguarda la semplificazione impiantistica. I sistemi elettrici eliminano tubazioni idrauliche, le colonne gas, le canne fumarie, i controlli periodici di combustione.
Questo comporta, minori costi di manutenzione, riduzione del rischio infiltrazioni, maggiore sicurezza; minori responsabilità legate alla gestione della combustione.
Per l’amministratore significa minori criticità tecniche e minori esposizioni a responsabilità connesse a impianti centralizzati complessi.
Sicurezza e qualità dell’aria. L’assenza di combustione comporta zero emissioni locali, eliminazione del rischio monossido di carbonio e miglioramento della qualità dell’aria.
In un contesto in cui la salubrità degli ambienti assume sempre maggiore rilievo, questo elemento diventa centrale anche sotto il profilo assicurativo e della tutela della salute dei condomini.
LE VERIFICHE PRELIMINARI: COSA DEVE FARE L’AMMINISTRATORE
La transizione non può essere improvvisata. Prima di proporre un percorso di elettrificazione è necessario verificare la potenza disponibile nel fabbricato, valutare l’adeguamento delle linee condominiali, analizzare costi e tempi di ammortamento, coinvolgere un tecnico specializzato.
L’amministratore diventa facilitatore di una scelta strategica, non semplice esecutore di una delibera.
CRITICITÀ DA CONSIDERARE
Un approccio professionale impone equilibrio. L’elettrificazione è realmente efficace quando è integrata con fotovoltaico ed è supportata da sistemi di gestione intelligente.
Per essere ottimale deve essere accompagnata, anche, da interventi di efficientamento dell’involucro edilizio. In assenza di tali condizioni, si rischia uno spostamento del costo energetico dal gas all’elettricità senza un reale beneficio economico.
Il Dlgs. 5/2026 non rappresenta solo un aggiornamento normativo, ma un cambio strutturale nella concezione dell’impianto termico condominiale. L’elettrificazione non è più un’alternativa tecnologica: è la direzione verso cui il mercato e la normativa stanno convergendo.
Per amministratori e professionisti immobiliari si apre una nuova stagione fatta di competenze tecniche, pianificazione e capacità di guidare i condomini in scelte consapevoli. La domanda non è più se elettrificare, ma come farlo nel modo più intelligente, sostenibile e conforme alla normativa vigente.
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