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Home Bonus e Fisco

Conto Termico 3.0, quali incentivi copre e come si chiedono

Febbraio 4, 2026
in Bonus e Fisco
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conto termico
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A quali incentivi possono accedere i privati e i condomìni tramite il Conto Termico 3.0 e come si richiedono? Tutti i passaggi per fare le richieste

ll Conto Termico 3.0 è in vigore dal 25 dicembre 2025. Si tratta di un incentivo statale gestito dal GSE ( Gestore dei servizi energetici) società per azioni italiana nata nel 1999, interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, alla quale è attribuito l’incarico di promozione e sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Tale misura economica, è dedicata a interventi di piccole dimensioni riguardanti l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente abitazioni residenziali, edifici dell’ambito terziario adibiti ad attività produttive, edifici pubblici.

La dotazione finanziaria conferita dal Governo a tale misura economica è di 900 milioni di euro annui, erogati con un sostegno in conto capitale fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili ed è suddivisa in:

  • 500 milioni di euro ai privati, di cui 150 milioni destinati alle Imprese;
  • 400 milioni di euro alle Pubbliche Amministrazioni, di cui 20 milioni destinati alle Diagnosi Energetiche.

In questo approfondimento vediamo come viene trattata la componente di incentivo dedicata ai seguenti soggetti:

  1. Privati proprietari di immobili residenziali, distinti nelle seguenti categorie catastali A/1 – Abitazioni signorili; A/2 – Abitazioni civili; A/3 – Abitazioni economiche; A/4 – Abitazioni popolari; A/5 – Abitazioni ultrapopolari; A/6 Abitazioni rurali; A/7 – Villini; A/11 – Abitazioni tipiche dei luoghi. Sostanzialmente vengono escluse le categorie di lusso tipo A/8 – ville unifamiliari con parco e A/9 – castelli ed edifici storici rilevanti,
  2. Condominii relativamente a Governo a tale misuragli interventi sulle parti comuni.

Gli interventi ammissibili riguardano la sostituzione di impianti di climatizzazione o di produzione di acqua calda sanitaria esistenti, con altri nuovi. L’impianto ex novo per case di nuova costruzione o per altre prive di impianto, non è suscettibile di finanziamento tramite Conto Termico 3.0. Gli interventi riguardano:

  • Pompe di calore per climatizzazione invernale e/o produzione di ACS;
  • Sistemi ibridi “factory made” (pompa di calore integrata con caldaia a condensazione);
  • Generatori a biomassa per climatizzazione invernale e/o ACS;
  • Solare termico per produzione di ACS – Acqua Calda Sanitaria.e/o integrazione al riscaldamento;
  • Scaldacqua a pompa di calore per sola Acqua Calda Sanitaria;
  • Allaccio a sistemi di teleriscaldamento;
  • Microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili.
    L’incentivo non è una detrazione, ma un vero e proprio finanziamento a fondo perduto.

Nel Conto Termico 3.0, nel rispetto delle regole di cumulabilità, l’incentivo complessivo riconosciuto è del 65% delle spese sostenute. Per gli interventi residenziali e condominiali, l’incentivo è determinato secondo le metodologie di calcolo degli allegati al decreto del 7 agosto 2025 pubblicato e resta comunque vincolato ai costi unitari massimi ammissibili e ai valori massimi dell’incentivo previsti per ciascuna tecnologia, oltre alle percentuali di spesa incentivata indicate nelle tabelle tecniche presenti nei medesimi allegati.

La richiesta di contributo presso il GSE deve avvenire entro 90 giorni dalla fine dei lavori dichiarata e documentata. Ad approvazione della richiesta, previo esame documentale preventivo, l’erogazione del contributo avviene nei 90 giorni successivi. Esso vene erogato in rate annuali costanti, dalle 2 a 5 rate a seconda dell’importanza dell’intervento; nel caso dei soggetti privati, l’incentivo è invece erogato in un’unica rata quando l’importo totale del contributo richiesto è inferiore o uguale a 15.000 euro. Gli incentivi sono riconosciuti solo se per lo stesso intervento non sono concessi altri di tipo statale, l’accesso alla misura è soggetto a limiti di spesa annua cumulata: il plafond, come già evidenziato precedentemente, è di 900 milioni di euro.

PROCEDURE DI RICHIESTA (FONTE GSE)
Il soggetto richiedente è tenuto ad iscriversi all’area clienti del GSE e selezionare il servizio “Conto Termico 3.0″ per accedere al portale informatico per la trasmissione della richiesta di accesso agli incentivi . Presenta la richiesta di accesso diretto agli incentivi entro 90 giorni dalla data di conclusione dell’intervento poi:

  • carica sul Portaltermico i dati tecnici e anagrafici dell’intervento con la documentazione di supporto;
  • conferma i dati inseriti, stampa la scheda domanda, la firma insieme alla scheda contratto e la ricarica insieme al Documento d’Identità.

Se conforme a quanto richiesto e nella disponibilità del contingente previsto dalla misura, il GSE invia la lettera di ammissione agli incentivi, con relativo perfezionamento della scheda contratto. Nei successivi 90 giorni, Il GSE eroga l’incentivo al soggetto richiedente tramite bonifico bancario.

Si evidenzia che l’incentivo può essere anche concesso a società ESCo, che nel caso dei condomìni, trovano un certo interesse. Che cosa sono? Le Energy Service Company (anche dette ESCo) sono società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, assumendo su di loro il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento.

I risparmi economici ottenuti vengono condivisi fra la ESCo ed il cliente finale con diverse tipologie di accordo commerciale. La norma italiana che stabilisce i requisiti minimi per le società che vogliono svolgere il ruolo di Energy Service Company (ESCo) è la UNI CEI 11352:2014 “Gestione dell’energia – Società che forniscono servizi energetici (ESCo) – Requisiti generali e lista di controllo per la verifica dei requisiti”, che delinea i requisiti minimi dei servizi di efficienza energetica e le capacità (organizzativa, diagnostica, progettuale, gestionale, economica e finanziaria) che la ESCo deve possedere per poter offrire tali attività presso i propri clienti.

IL CONTO TERMICO 3.0 È VANTAGGIOSO?

Di fatto sì, specie se si hanno impianti scadenti e poco performanti e se si risiede in una zona particolarmente fredda. La progettualità dell’impianto deve essere attenta e ben dimensionata rispetto alle effettive circostanze climatiche e la scelta dei prodotti tecnologici da utilizzare deve essere ricercata nel novero di quelle qualitativamente comprovate e conosciute.

Sul sito web del GSE la procedura del Conto Termico 3.0 è ben illustrata e spiegata ed è comprensibile anche da parte del potenziale beneficiario senza particolari qualifiche tecniche. Tuttavia, è bene farsi accompagnare nel precorso da tecnici abilitati e da società installatrici specializzate nel settore impiantistico termico, le quali dovranno poi rilasciare la relativa dichiarazione di conformità dell’impianto realizzato che può essere richiesta in sede di esame documentale dell’incentivo richiesto.

A tale proposito è bene sempre richiedere la visura camerale di codeste imprese, dalle quali si può dedurre quali siano i loro requisiti specialisti impiantistici ed il codice ATECO posseduto. Per usufruire di questo finanziamento, ovviamente bisogna disporre di una capacità economica iniziale. Da come illustrato, si può dedurre che l’intervento va prima realizzato e poi, una volta concluso, va richiesto il finanziamento supportato dai rendiconti del fatturato liquidato ai fornitori. Pertanto, una certa capacità economica va posseduta a monte nella coscienza che il 35% della spesa non verrà rimborsata. Nel caso del singolo richiedente potrebbe essere una operazione non impossibile, specie se supportata da istituti di credito o leasing.

Per i Condominii può essere invece più vantaggioso intervenire tramite ESCo. In tale caso vi sono più configurazioni contrattuali di vario tipo, una ad esse, tra quelle più ricorrenti, è quella a risparmi condivisi: la ESCO anticipa i costi di investimento; i risparmi mensili sono suddivisi fra la ESCO e l’utente sulla base del tipo di intervento e del tempo di ritorno dell’investimento. Stipulando tale contratto, quindi, l’utente si fa carico di pagare alla ESCO una quota dell’ammontare della bolletta energetica annua in una percentuale variabile che può andare dal 60 al 90%). L’operazione nel suo complesso ricade quindi in un concetto di maggiore responsabilità del soggetto beneficiario, ben lontana da precedenti fenomeni caratterizzati da alcune distorsioni procedurali o aberrati meccanismi finanziari, tipo superbonus 110%.

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Domenico Sostero
Domenico Sostero Architetto
domenico.sostero@gmail.com
Tags: Aperturaconto termico del condominio

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