Il ministro delle Infrastrutture Salvini interviene sulla polemica innescata in tema di Piano Casa sul possibile blocco delle ristrutturazioni delle case popolari per la guerra in Iran
Nessun blocco o taglio dei fondi previsti per le ristrutturazioni dei circa 60.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica a oggi sfitti perché non in condizioni di essere locati. La conferma arriva direttamente dal ministero delle Infrastrutture con una nota che cerca di buttare acqua sul fuoco dopo le polemiche innescate dalle ricostruzioni di alcuni quotidiani nei giorni scorsi.
A innescare gli articoli dei media è stata una dichiarazione di Marco Buttieri, presidente di Federcasa (l’associazione che riunisce enti e aziende che gestiscono le case popolari in Italia), secondo cui i 970 milioni messi a disposizione nelle settimane scorse dal MIT per le ristrutturazioni sarebbero stati procrastinati a data da destinarsi per colpa del conflitto in Iran. Si aggira infatti attorno al miliardo di euro la ristrutturazione degli alloggi a oggi esistenti ma non affittabili per via delle condizioni di manutenzione che non consentono l’abitabilità degli appartamenti. La stima infatti è di circa 20 mila euro ad alloggio per i quali Federcasa non aveva chiesto fondi diretti dello Stato ma almeno una garanzia sui finanziamenti necessari. Le aziende locali sono infatti in affanno da anni per via delle alte morosità e degli arretrati dovuti ai Comuni su cui ci sono vertenze aperte da molto tempo.
Può sembrare un tema di secondo piano ma in realtà su quelle ristrutturazioni Salvini conta moltissimo. In Italia infatti l’emergenza abitativa cresce da un quindicennio a ritmi veloci a causa dell’inflazione e della stagnazione del potere d’acquisto che, a fronte di un mercato immobiliare delle locazioni sempre più caro, costringe sempre più famiglie a mettersi in lista per le case popolari. Case che però non ci sono. Roma e Milano hanno liste di attesa che non sono mai state così lunghe prima. Da qui il bisogno di un Piano Casa che costruisca edifici residenziali, un decreto a cui il Governo lavora da mesi ma che, nonostante le buone intenzioni, non sarà risolutivo: il piano è da 100.000 alloggi a prezzi calmierati da costruirsi in dieci anni a fronte di una lista di attesa in Italia che solo oggi vede in attesa 250.000 persone. In più le case a cui il Governo pensa sono quelle a prezzi calmierati in primis per le giovani coppie e non quelle di edilizia sociale.
Gli oltre 60.000 alloggi sfitti sono quindi una panacea in questo momento di stallo, come mettere sul mercato nel giro potenzialmente di pochi mesi oltre la metà delle case previste dall’intero Piano Casa in dieci anni. Ma quanto costano le ristrutturazioni e di che case stiamo parlando? Leggi la nostra intervista al presidente di Federcasa per i dettagli.
LA NOTA DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE
“Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti in merito agli articoli apparsi e alle dichiarazioni riportate negli ultimi giorni, precisa che le ricostruzioni diffuse riprendono in modo improprio affermazioni attribuite a Federcasa, già chiarite e smentite dalla stessa Associazione. Nessuna novità normativa sui fondi per l’edilizia residenziale pubblica: il Ministro Salvini ha a cuore il problema e conta quanto prima di dare risposte concrete e anzi più corpose in termini economici. I 970 milioni indicati, quindi, non risultano né tagliati né bloccati. La loro destinazione sarà definita nel decreto-legge sul Piano Casa, attualmente in preparazione. L’azione dell’Esecutivo si muove su due fronti: sostegno ai salari e varo del Piano Casa. In questo quadro, restano decisive anche le scelte di Unione Europea e Banca Centrale Europea sulle condizioni finanziarie. Appare quindi opportuno ricondurre il dibattito su basi oggettive, evitando di alimentare allarmismi che non trovano riscontro nei dati normativi e amministrativi disponibili”.










